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Turismo esperienziale e marketing territoriale

Turismo esperienziale e marketing territoriale

 La domanda
è cambiata! Spesso quando si parla di Internet nel turismo, se ne parla troppo
focalizzati in termini di e-commerce e canale di vendita, senza concentrarsi su
ciò che ha veramente cambiato il mercato. Da un lato l’accesso alle
informazioni (sulle destinazioni e le modalità di vacanza), ma soprattutto l’influenza
che tutto ciò ha avuto e sta avendo sui nostri gusti e il nostro crescente
individualismo tribale.  C’era una
volta il turismo di massa, in sostanza quello che in cui i tour operator
tradizionali proponevano attività in destinazione, con uno schema ripetitivo
delle esperienze, ma oggi la realtà è che chi viaggia decide spesso giorno per
giorno cosa fare sulla base del meteo, ma soprattutto di cose che è venuto a
conoscenza in loco. Il turismo esperienziale, integrato con il territorio,
dovrebbe invece permettere di personalizzare una destinazione attraverso una
customizzazione della vacanza, creando in sostanza una destinazione univoca,
originale e quindi più attrattiva e interessante. Tutto ciò è sintetizzabile
con la parola marketing territoriale e connota il turismo esperienziale come l’esatto
contrario del turismo di massa in cui le proposte erano generiche,
standardizzate, ma soprattutto ripetitive e rivolte un po’ a tutti.

Il turismo
esperienziale può diventare uno strumento per attuare il marketing territoriale ovvero dare valore e
attrattività al prodotto turistico locale attraverso
un viaggio che porta alla riscoperta della storia, dei punti di forza e delle
tradizioni di un territorio.

L’Italia in
questo contesto ha molti vantaggi competitivi. In primo luogo come sappiamo ha
molto da offrire di univoco in termini culturali, agro-alimentari e artigianali,
ma anche più banalmente in termini di Made in Italy, Shopping ed entertainment
(siamo simpatici e goliardici tanto quanto gli spagnoli).  Un altro vantaggio competitivo in questo senso
è rappresentata dal nostro maggiore svantaggio competitivo in termini
industriali, il panorama ricettivo nazionale è composto da migliaia di PMI, DMC,
Tour Operator e Agenzie di Viaggio, ma che proprio grazie alla polverizzazione
in termini economici in futuro potrebbero garantire una maggiore creatività nelle
proposte esperienziali che renderemo fruibili al cliente. Tutto ciò ci potrebbe
in altre parole permettere di andare contro l’appiattimento ripetitivo del
turismo industriale e permetterci di andare a coprire diversi target e bisogni
di clientela diversa.Tutto ciò
allo stesso tempo rende questa sfida, di cui abbiamo tutti gli elementi di
base, molto importante sia in termini distributivi che tecnologici. In sostanza
la distribuzione commerciale di esperienze e attività in destinazione è
il mercato su cui si stanno concentrando maggiormente le attenzioni gli attori dell’industria
turistica, in quanto quello con più alto livello di potenziale e crescita, ma
soprattutto a caccia di nuove fonti di reddito ad alto valore aggiunto e di commissioni
di intermediazione interessanti.. Le esperienze in destinazione sono però da
sempre un terreno di esclusiva competenza dei piccoli operatori locali. Il
prodotto c’è, ma la sfida determinante per le PMI, anche individuali, è rappresentato
dall’aspetto tecnologico per distribuirlo. Al momento il mercato è saturo
di sovrapposizioni di prodotto che giocano sul prezzo, quando il nostro paese e
la domanda offre invece una copertura di prodotto potenziale nei luoghi meno
congestionati senza paragoni al mondo sia in termini culturali che puramente
esperienziali. In questo contesto la digitalizzazione, la multicanalità e un’operatività
logistica in grado di rendere esponenziali la vendita di questi prodotti,
tramite processi veloci e certificati è fondamentale non solo per accedere al
mercato, ma soprattutto per gestirlo operativamente direttamente in
destinazione.  


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